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"Kan själv" – cresciamoli autonomi

25/09/2019

Spesso  miei amici mi chiedono come fanno di solito i genitori svedesi in Svezia e quali sono le differenze con l'Italia. Per cui ogni tanto scrivo sul mio blog qualche curiosità sulla cultura svedese...

Trasferirsi a 18 anni
In Svezia i ragazzi si trasferiscono per vivere da soli intorno ai 18-19 anni giusto per l’inizio dell’università. Non è una cosa strana o forzata ma cambiamento benvenuto sia dai genitori che dai ragazzi. Dopo questo momento la gestione del proprio vita da adulto viene affidata completamente all’individuo e il genitore taglia il cordone. Per arrivare a questo punto i genitori svedesi già dalla più tenera età del bambino li allenano di superare ostacoli e prendere piccoli decisioni da soli. Sono gesti quotidiano che influiscono poi sulla sicurezza del bambini di se stesso a la sua capacità di farcela. 
Da piccoli si tratta di lasciar provare e scoprire ai bambini il loro mondo senza l’invasione costante del genitore.

"Non correre", "non sudare"...
Se porti il bimbo al parco, dovrà poter esplorarlo abbastanza liberamente. Diciamo il contrario di quello che senti ogni tanto nei parchi italiani, soprattutto se i bambini sono portati li dai nonni. “Non correre”, “Non sudare” “ Non allontanarti”. Tutte azioni abbastanza normali e frequenti nei parchi. Uno svedese doc in questo caso avrebbe detto: finalmente siamo arrivati al parco, fammi vedere come sai correre.  Ora non dico quello che è giusto o quello che è sbagliato ma secondo me la seconda frase fa vedere che ti fidi del bambino e che lo hai portato in un posto addatto per lasciarlo fare le sue scelte e piccoli decisione e che non devi pure qua dettarli quello che deve fare o non fare. Se lui poi cade mentre corre sarà un risultato di una sua decisione (di correre velocemente) e quindi tu come genitore potrai consolarlo. In generale si tratta di fidarsi del tuo figlio e lasciare sempre di più a lui prendere le piccoli decisioni addatti alla sua età e in questo modo prepararlo ad essere sempre più indipendente da te. 

Il ruolo del genitore
Direi che la tranquillità e lo stato emotivo del genitore influisce molto sul bambino. Per poter lasciare ai nostri figli fare le cose in completa o quasi autonomia ci vuole la pazienza e il tempo. Io credo molto nel ruolo del genitore di guidare il proprio bambino nella vita e non decidere o fare tutto per loro. Vedendo il figlio come un individuo e non come una prolunga di te stesso facilità molto il lasciare fare a loro. Kan sjàlv – Posso fare da solo, la voglia che viene a tutti i bambini da provare, esperimentare.

Paghetta settimanale
 La preparazione economica e la capacità di gestire i soldi viene insegnata molto presto. In Svezia spesso dai primi elementari i bambini iniziano ricevere il “Vecko-peng”, la paghetta settimanale con la quale il bambino può scegliere quello che vorrebbe comprare per se, si può trattarsi delle caramelle, figurine, o mettere da parte per qualcosa più grande. Però la chiave qui è che dovranno decidere loro cosa comprare e il genitore dovrebbe lasciarli liberi nella scelta e lasciarli fare gli sbagli da soli. Abbiamo provato questo metodo quest’anno con il nostro figlio maggiore di 10 anni. È andato malissimo. Forse non era pronto lui, forse non eravamo pronti noi a lasciarlo fare le sue scelte. Il fatto sta che ha speso tutta la sua paghetta nel primo giorno della vacanza acquistando le figurine del calcio. Dopodichè abbiamo passato la prima settimana con lui che ci stava dietro chiedendoci ogni cosa, dalla caramella al pallone o altre figurine. Uno settimana di discussioni – dove gli ricordavamo che gli abbiamo consigliato prima dell’acquisto di non spendere tutti i soldi nel primo giorno e che dovevamo rimanere qui ancora per 13 giorni di fila e che avresti voluto comprare altre cose altri giorni, ma non ci è stato nulla da fare. All’inizio della seconda settimana abbiamo ceduto e abbiamo abbandonato per ora la questione della paghetta per goderci anche noi una vacanza dove gestivamo noi gli acquisti anche per lui. Forse l’autonomia economica dovrà aspettare un po’ma saremo sicuramente più attenti ad altri aspetti e cercheremo di portare più pazienza quotidiana nel poter crescere dei figli con una sicurezza della loro capacità ed autonomia nel fare le cose, prendere decisioni e accettare i risultati di quelli.

Meglio prima
Pensandoci devo confessare che ero più attenta a dare l’importanza all’autonomia dei bambini quando erano più piccoli.  Da piccoli erano più autonomi e volerosi di fare le cose da soli, molto più di adesso. Magari come tanti faccio le cose io al posto loro mascherandolo come una coccola ma non li sto facendo un favore. Un esempio classico è mettere il latte nel bicchiere al mattino per la loro collazione, o farli trovare l’astuccio con pronto con le matite appuntite per la scuola – cose che possano fare perfettamente da soli e che li farebbe sentisi anche più sicuri di se e più capaci. Da oggi mi prendere del tempo necessario per riflettere sui cambiamenti per tornare sulla strada dell’autonomia. 
 
Un abbraccio,

​​​​​​​Olga
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